6692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd65

PLAYMOBIL ® cavaliere 6003+6005+6038 accessori-Falchi Cavalieri Castello 6001 Nuovo/Scatola Originale, LEGO Harry Potter Hogwarts' Salon 75954 Japan F/SLego Classic Town 6385 Fuoco Casa Nuovo LegolandPLAYMOBIL Set 3247 ADAC Helicopter OVPLEGO Exclusiv 10215 Star Wars Obi-Wan 's Jedi stellari * neu&ovp/SPEDIZIONE LAMPO,Lego Lot of 10 Super Heroes Sets Nuovo Sealed 76076 76058 76030 ++++,LEGO 21030 Architecture il Campidoglio ~ D ~,+ HTF LEGO Ideas NASA Apollo Saturn V 21309 NEW IN SEALED BOX +,LEGO City Fire Station 60004,LEGO TECHNIC 42083 - La Bugatti Chiron-Boite neuve-scellée,LEGO 4708 - HARRY POTTER Hogwarts Express - 2001 w/ BOX,PLAYMOBIL® ma vente plus tôt que prévu Château Chevalier Train Moyen Age 18 1E,Serie Tesoro il re cavaliere del 2015 6000-6160 : ogni 10 Set nuovo di zeccaPLAYMOBIL Dragons l'intera collezione raro oggetto Layout,PLAYMOBIL 5287-QUASI NUOVO, APERTO SOLO,LEGO Duplo 6136 - Il Mio Primo Zoo,LEGO RACERS Technic 8461 Williams F1 Team Racer molto raro SPEDIZIONE GRATUITA,LEGO MR oro RARA minifigura,LEGO Pirates Imperial Flagship 10210 Sealed NIB Complete Rare Building Set,NEW 21009 Lego ARCHITECTURE Farnsworth House Building Toy SEALED BOX RETIrosso A,RARE LEGO 4002014 HUB BIRDS/ OISEAUX NEUF JAMAIS OUVERTLego Star Wars Super Star-Destroyer 10221 UCS neuf en boite. MISB,Le Paul Wallet da Vernet - Trucco,Playmobil City Life Reitsportgeschäft 9401 Ragazza Giocattolo da 5 Anni,LEGO 10212 Star Wars - Imperial Shuttle UCS - Brand Nuovo Mint In BoxLEGO IDEAS 21308 : ADVENTURE TIME BOITE NEUVE & SCELLEE.,PLAYMOBIL Cavalieri Castello 1 St. elemento di muro,Fourth CHIAVE booktest da Alakazam MAGICO - Trucchi1989 Renegade Legion Capital Ship Briefing,LEGO BOBA FETT con autografo originale dal Star Wars attore dal Boba Fett

Mercoledì 23 Novembre, presso l’aula magna dell’ ITGSS “Pascal” di Reggio Emilia, le due reti delle istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo della provincia hanno organizzato un mini-corso di aggiornamento per Dirigenti, Direttori S.G.A. e responsabili dei siti scolastici.

Relatore d’eccezione è stato Mario Varini, DSGA dell’Istituto Comprensivo di Castellucchio, in provincia di Mantova, generoso ed esperto formatore della comunità di pratica Porte Aperte sul Web.
Tema della formazione: il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale.

La giornata è stata articolata in due momenti.

La prima parte dell’incontro sul CAD, la mattinata, è stata dedicata ai Dirigenti.
Davanti a una platea attenta, sono stati illustrati la parte giuridica e di responsabilità, gli adempimenti e il cambiamenti che riguardano i siti scolastici, da “vetrine” ad ambienti interattivi con il lavoro dei vari uffici.

Gli ascoltatori sono stati portati in un mondo sconosciuto ai più e sono entrati a contatto con “modus operandi” di cui  nemmeno immaginavano l’esistenza. Nella provincia si possono contare sulle dita di una mano i siti accessibili e addirittura stanno nascendo siti ignari totalmente delle direttive della Legge Stanca…

Verso le 11.30, un chiacchiericcio leggero si è levato dalla zona in fondo a sinistra: i soliti distratti di ogni conferenza?
Con un po’ di meraviglia, dobbiamo dire di no. Non si trattava di due Dirigenti intente a chiacchierare: una stava spiegando all’altra dei termini informatici che, per evidente timidezza e preoccupazione, forse non si attentava a chiedere.

Gli astanti, a seconda delle frasi pronunciate dal relatore, alternavano espressioni facciali di interesse, sorpresa, attenzione, preoccupazione per il lavoro da affrontare, ma disinteresse… no, di quello non si è trovata traccia.

Quando Mario ha mostrato la parte del sito del suo istituto che permette di organizzare il lavoro delle presenze ATA  e come è stato possibile realizzarlo e portarlo all’operatività, sul lato destro della sala un paio di ascoltatori sono restati letteralmente a bocca aperta.

Il secondo argomento interconnesso in programma ha riguardato la riconoscibilità dei siti pubblici e le regole dei .gov.it.

6692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd656692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd656692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd656692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd656692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd65
Uno dei problemi da affrontare, rilevato dal pubblico, è stato quello della carenza delle necessarie competenze tra il personale scolastico; un altro quello delle scuole dell’Appennino, microscopiche e senza alcun tipo di risorsa: anche qui le parole di Mario sono state un input potente e nel giro di poche ore alcuni Dirigenti hanno iniziato i contatti per confrontarsi sulla possibilità di una rete di scuole di montagna.

“Sensibilizzazione”  alla questione: è stata comunque la parola-chiave.

Nel pomeriggio, è stato il turno dei DSGA e degli operatori della scuola addetti al sito scolastico; le direttive, il CAD, i contenuti minimi, le linee guida, il dominio .gov.it, i formati aperti, l’albo on-line….

Il relatore ha parlato con maggior vigore rispetto all’intervento mattuttino, perché proprio i DSGA – senza nulla togliere ai Dirigenti Scolastici – col loro ruolo di Direttori e organizzatori saranno il cuore pulsante di questo cambiamento epocale negli uffici verso la dematerializzazione dei documenti e la digitalizzazione degli stessi, nel rispetto dei diritti dell’utenza.

E’ stato sottolineato come l’individuazione di una figura interna alla scuola, tecnicamente competente, sia fondamentale, come queste competenze si possano acquisire con lo studio e con l’immenso sostegno reciproco che esiste nella comunità di pratica (es. Porte Aperte sul Web) e come le competenze debbano andare di pari passo con la sensibilizzazione alle diverse abilità.

Anche questa differente tipologia di pubblico è rimasta affascinata da un lato, ma molto preoccupata dall’altro: sui DSGA peserà un lavoro enorme, soprattutto per il gap che si è andato accumulando nei troppi anni di inazione.

6692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd65

Il sassolino che può provocare la valanga del cambiamento è stato smosso con perizia e nel punto giusto; ora starà alle persone che hanno ascoltato non fare prevalere la forza d’inerzia o i timori che possono assalire chi deve compiere un’impresa che appare spropositata alle forze disponibili.

Sarà difficile; sarà faticoso; sarà un cammino lungo; ma almeno siamo partiti.

Grazie Mario.

Lavia e Mariagrazia

6692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd65

Pillole di SMAU. Ovvero qualche considerazione di una prof che ha devoluto il giorno libero all’esplorazione della fiera, ma soprattutto delle iniziative formative. Ho diviso il discorso in più post, per non appesantire; questa è la terza ed ultima puntata.

Questo post esce già un po’ stagionato, considerando che la spumeggiante Caterina ha già prodotto nel frattempo altre significative segnalazioni, recensioni e post nel suo blog.

È bene , tuttavia, ritornare sull’argomento e ricordare un intervento che può rivelarsi prezioso per molti docenti. Se è innegabile il ruolo di primo piano assunto da facebook nella vita di molti utenti (per giunta di categorie diverse: docenti, studenti, genitori…), è altrettanto fuor di dubbio che è molto alta la probabilità che ci sfugga qualcosa di fronte a un fenomeno così complesso e caratterizzante della nostra presenza su internet. Ecco perché risulta doveroso informarsi sulle problematiche relative alla consapevolezza d’uso, promuovere il senso di responsabilità negli attori coinvolti, ma soprattutto non farsi

scappare le opportunità offerte dai social network nella didattica.

Per gli studenti come per i docenti, infatti, si prospetta spesso un utilizzo sociale non pienamente consapevole. Quindi il social network è uno strumento solo parzialmente sfruttato.

Per definire le proprie attività su facebook gli adulti elencano:

  • Rafforzare le connessioni reali
  • Creare attività con gli amici
  • Aggiornarsi sullo stato degli amici
  • Conoscere amici degli amici
  • Condividere i propri interessi
  • Conversare
  • Partecipare

Gli studenti dicono invece:

  • Ci commentiamo
  • Ci tagghiamo
  • Postiamo le foto
  • Clicchiamo su “Mi Piace”
  • Ci messaggiamo
  • Chattiamo
  • Mettiamo le faccine :)
  • Condividiamo, passiamo parola, giochiamo…
  • Ci esprimiamo liberamente

In entrambi i casi prevale una dimensione, per così dire, di conversazione e ludica. Eppure sarebbe possibile ipotizzare altre linee di condotta del singolo nei confronti di questo strumento per l’espressione di sé . Nel momento in cui si considera la vita online come una dimensione della quotidianità, non si può trascurare questo canale comunicativo anche per usi non ludici, non sarebbe giusto rinunciare a una consapevolezza in grado di prevenire leggerezze e superficialità e di favorire, per contrasto, la crescita della conoscenza.

Il sempre prezioso richiamo alla regola della nonna, l’invito ad una prudente e accorta condivisione dei dati, l’attenta gestione dei propri contatti, dovrebbero ormai fare parte delle norme di educazione da impartire non meno dei tradizionali richiami a non accettare caramelle dagli sconosciuti quando si cammina per le strade di una città reale.

Ma come il docente si muove con gli studenti nella città reale, così deve imparare a muoversi con loro nella rete.

Caterina Policaro fa queste ipotesi di utilizzo del social network nella didattica:

  • Condividendo sapere, materiale didattico, opinioni e riflessioni ecc.
  • Collaborando: docente/studente, studente/studente, gruppi di studenti ecc.
  • Interagendo e usando la multimedialità come alternativa alla lezione classica
  • Partecipando
  • Utilizzandoli come punto di accesso alla conoscenza in rete (risorse, relazioni,  informazioni, eventi)

E, per chi fosse più timoroso nell’uso di facebook o avesse un gruppo di studenti particolarmente giovani, presenta alcune alternative riservate alla didattica: edmodo.com, teachertube.com, schooltube.com. Naturalmente ai vantaggi di pianificazione e privacy si affiancano svantaggi organizzativi legati alla lingua inglese, alla necessità di iscrizione e training specifico per allievi e insegnanti.

Dunque, molto più logico e naturale usare social network già presenti nel vissuto individuale di chi appartiene alla comunità scolastica; compito impegnativo, con qualche rischio di fraintendimento, forse, ma senza dubbio operazione di divulgazione culturale più efficace.

Un elenco di proposte, di idee e di suggerimenti, quello che viene dalla parte finale del seminario di Caterina Policaro: un elenco da guardare, da studiare,ma, molto di più, da sperimentare con la pratica.

6692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd65

Pillole di SMAU. Ovvero qualche considerazione di una prof che ha devoluto il giorno libero all’esplorazione della fiera, ma soprattutto delle iniziative formative. Ho diviso il discorso in più post, per non appesantire; questa è la seconda puntata.

Dopo una essenziale introduzione di Roberto Scano, l’esordio è di Gianluigi Cogo via skype ed è anche molto diretto e incisivo: è ormai imperativo categorico per la PA rimettere al centro l’utenza, il cittadino. Troppo spesso la PA ha pubblicato siti per se stessa più che per chi li visitava.

Prosegue Ernesto Belisario, illustrando le ragioni di una collaborazione a tre, dalla quale sta nascendo un volume. Tre esperti per i tre livelli attraverso i quali deve passare il successo di un sito PA: tecnologico, normativo e organizzativo.

Il volume in questione è I siti web delle pubbliche amministrazioni, Ed. Maggioli, di prossima pubblicazione.

Dunque i tre processi che perseguono l’affidabilità tecnologica, la garanzia del diritto e la buona organizzazione dei contenuti devono proseguire in parallelo.

Ad esse si viene ad accostare un volume che vorrebbe essere ancor più di un vademecum, un sostegno alla comprensione della norma e all’applicazione di buone pratiche.

A seguire, merita interesse anche il lavoro di Diego La Monica e Roberto Castaldo; il titolo “Didattica e web” farebbe pensare ad un approccio più generale, mentre la proposta è in realtà alquanto specifica. Si tratta di un modo per sfruttare astutamente il social web, il sentirsi e l’essere always connected tipico delle nuove generazioni, a favore di un apprendimento in pillole. Non uno strumento didattico esaustivo, certo – lo ribadiscono più volte i relatori – ma uno stimolo, una sollecitazione divulgativa per potenziare la didattica in aula.

Il prodotto in questione si chiama Pikno (Pills of knowledge) ed è una piattaforma web 2.0 per distribuire pillole di conoscenza su un canale scelto dall’utente finale (rss, e-mail, facebook, twitter). Il vantaggio offerto da questo sistema è proprio che cerca di aiutare i divulgatori, i docenti e le aziende a raggiungere i propri clienti secondo le abitudini del fruitore dell’informazione e non costringendo l’utente ad adattare il suo modo di vivere il web alle richieste altrui. Al momento ne è prevista una versione free con numero limitato di messaggi (1 a settimana), mentre per una maggiore quantità di “pikno” occorrerà un abbonamento a costi variabili a seconda delle esigenze.

6692 SUPER 4 - IL IL IL CAMALEONTE6692PlaymobilPlaymobilPlaymobilSuper 4 d0cd65

Pillole di SMAU. Ovvero qualche considerazione di una prof che ha devoluto il giorno libero all’esplorazione della fiera, ma soprattutto delle iniziative formative. Dividerò il discorso in più post, per non appesantire; questa è la prima puntata.

Ha speso tante energie che alla fine si terge il sudore con una salvietta; ha inserito nel suo intervento coups de théâtre con una giovane e simpatica attrice; ha risvegliato il pubblico con quiz e provocazioni. Ma non è certo per questi aspetti più spettacolari che al termine del suo discorso abbiamo la sensazione che sia stato proprio interessante Marco Bertoni a SMAU.

Dopo un primo approccio al concetto generale di accessibilità, dovuto in un contesto di pubblico generico come la fiera milanese, Bertoni ha mostrato quanto una progettazione web che non esclude e che non crea barriere possa essere vantaggiosa in tutti i sensi, sia sul piano della comunicazione, sia su quello dell’immagine, sia da un punto di vista strettamente commerciale.

Sulla parte di business legata all’accessibilità del web esistono studi statunitensi: il rimando è a. Si tratta del sito di un gruppo che offre consulenza alle aziende per migliorare “l’esperienza online dei visitatori” e in questo ambito ha valutato come estremamente positivo anche un approccio corretto ai problemi di accessibilità.

D’altra parte è innegabile, anche se ancora poco accettato a livello di mentalità comune, che eliminare inutili barriere tra l’azienda e i clienti sia un obiettivo del business.

Mentre Marco affronta questo argomento, apparentemente orientato ad un pubblico non direttamente legato al mio mondo professionale, mi ritrovo a pensare che la scuola, dove la mentalità di apertura si afferma, ma convive con difficoltà strutturali, avrebbe grande vantaggio dalla diffusione in ambito aziendale di questa forma mentis; il mio pensiero, infatti, corre subito alla miriade di prodotti (principalmente software) per la comunicazione scuola-famiglia, o agli applicativi gestionali con le loro integrazioni web. Settori vitali, in cui dobbiamo prendere ciò che arriva dal mercato.

Acquistano allora significato profondo le citazioni raccolte in una diapositiva:

  • i siti web riguardano la funzione, non la forma. (P&G)
  • considera l’accessibilità come un vantaggio competitivo. (Southwest Airlines)
  • se una persona non può partecipare puoi perdere l’intero gruppo. (Verizon Wireless)
  • l’accessibilità di un negozio è incorporata nell’architettura dell’edificio, e così deve essere per il sito web. (Sears)
  • crea risorse software con l’accessibilità in mente. (GE)

Infine, per tutti, da memorizzare e soprattutto applicare, la ricetta della pizza alla Bertoni:

1/3 accessibilità

1/3 usabilità

1/3 architettura dell’informazione

Una ricetta solo apparentemente semplice, che richiede tuttavia anche l’applicazione di quella formula magica che è l’incrocio tra competenze redazionali e competenze tecniche, nell’attenzione costante ad ogni aspetto, semantico e grafico, del testo.